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| L'Oriente |
 L’Oriente: ne sono innamorata da sempre!
Quattro giorni fa sono tornata da un mio ennesimo viaggio.
Sì, è vero, ci vado per lavoro ma forse è proprio questo che fa sì che io resti sempre più affascinata, ogni volta che ci torno!
I circuiti turistici ci fanno vedere isole da sogno e palme su spiagge bianchissime: io vivo fra le persone, nei piccoli villaggi di artigiani, giro fra le risaie a terrazze e sto con la gente del posto, ci parlo (anche un pochino nella loro lingua, ma poco!) e li osservo…li osservo!
Osservo la gente, i panorami - così differenti dai nostri - la natura: prorompente, forte, solida e finanche austera - talvolta - nella sua magnificenza, i giochi di “sopravvivenza” di animali e piante, così “naturali” ma anche, spesso, così terribili, e mi sento più vicina al cielo! |
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 L’Oriente mi aiuta a mantenere vivo il mio “sentire” l’umanità. In quei paesi, così ricchi di spontaneità e contraddi-
zioni, dove si respira, solo girando lo sguardo intorno a sé, aria di lotta per l’esistenza, mista ad una disponibilità verso l’altro che l’occidente ha forse dimenticato, si avverte con maggiore facilità l’imporsi prepotente di uno spirito più elevato, di un ordine – tanto lontano, a volte, dal nostro modo di vedere ed affrontare la vita – molto più “naturale”, semplice ed a misura d’uomo.
Perché ho deciso di scrivere questi miei pensieri qui?
Beh, non sono solo una donna innamorata dei cristalli! Sono anche una persona che lavora, che ha desideri e predilezioni, insomma: un essere umano!
Ed allora, perché non raccontarvi dei miei viaggi? Nel farlo mi sentirò più vicina a chi mi leggerà. Offrirò una piccola parte di me che ritengo preziosa. Non sono una occidentale con il rimpianto di non possedere gli occhi a mandorla. Sono solo un’appassionata osservatrice che cerca di imparare qualcosa – per progredire nel proprio personale cammino di crescita – da qualsiasi situazione che vive.
Confido nella delicatezza e nella benevolenza del lettore, e sono certa che questi pochi frammenti vitali di me verranno recepiti e conservati con attenzione. |
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 Ci sono, qui, alcune delle foto che scatto quando mi reco in quei posti: nessuna pretesa di saper fotografare! Solo tentativi di portare con sé minuscoli frammenti di quella vita che – per altro – sta disgregandosi a grandi passi, man mano che migliorano e si incrementano i rapporti con il “primo mondo”. Mancano i suoni, gli odori (a volte pungenti ed acri, a volte dolcissimi, a volte – anche – sgradevoli ma sempre più naturali dei nostri) e manca l’atmosfera. Quella non posso riportarla: è difficile avvertirla – talvolta – anche stando sul posto, se non si libera un po’ il proprio essere da convinzioni ed abitudini mentali e piccole “supponenze” della propria cultura di origine.
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